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Geotermia Puglia

Geotermia

La Geotermia in Puglia prospettive ed opportunità


In programma per venerdì 20 gennaio 2012 alle ore 9,30 presso l’Aula Magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari il Convegno sul tema "La Geotermia in Puglia prospettive ed opportunità".

La crosta terrestre è calda.

L’acqua infiltrata in profondità e riscaldata al suo contatto è utilizzata sin dall’Antichità in alcune regioni per il riscaldamento termale, delle serre e degli edifici.
Questo fenomeno è comunemente chiamato “geotermia”.
Oggi, tuttavia, il termine ha assunto un significato più ampio, designando più in generale l’arte di catturare l’energia presente nella terra.

geotermia Puglia impianti geotermici
Impianto geotermico

Cos'è e come funziona la geotermia passiva o a bassa entalpia:
in pratica si tratta di scambiare il calore naturale del terreno attraverso delle sonde in PVC certificato dal produttore come esistenti a 25 bar, elettrosaldate sul fondo in modo che un liquido composto da acqua e glicole alimentare vi possa scorrere attraverso e giungere ad una pompa di calore che ne aumenta la temperatura fino a quanto serve per alimentare una o più celle termiche (o puffer, o serbatoi) che andranno a servire l'impianto di riscaldamento e l'acqua calda sanitaria.

Il COP (Coefficiente di Prestazione) è mediamente 4, ovvero, viene impiegato 1kw di energia elettrica per produrne 4 di energia in forma di calore, questo consente un risparmio fino all'80% sulle spese di riscaldamento


Inoltre, e in questi periodi è bene sottolinearlo, è energia perfettamente pulita, dato che la pompa di calore non emette fumi e quindi nessun particolato o polvere sottile viene immessa nell'atmosfera, se poi all'impianto geotermico viene abbinato anche un impianto fotovoltaico con modalità di scambio sul posto (net metering) o meglio ancora in conto energia (che si somma allo scambio sul posto), possiamo dire di produrci tutto il calore e l'energia necessaria per il nostro fabbisogno in maniera totalmente autonoma e pulita.

Non bastasse, la stessa acqua possiamo poi utilizzarla in estate, con gli stessi tubi del riscaldamento a pavimento, raffrescando l'ambiente di casa in maniera naturale, quindi senza uso di gas refrigeranti, ulteriore energia elettrica per i condizionatori, ecc...

I vantaggi sono quindi innegabili, per il portafoglio e per l'ambiente.

Mentre in Europa le politiche energetiche premono per il suo uso, in Italia troppi ostacoli ne impediscono la diffusione.
Eppure Puglia e Marche sono all’avanguardia nell’impiego dell’energia geotermica.


Il calore della terra conviene

L’uso del geotermico presenta numerosi vantaggi:

- impatto zero sull’ambiente (vengono stimati 26,1 milioni di tonnellate di petrolio risparmiati ogni anno nel mondo, con una media di 16 milioni di tonnellate di anidride carbonica non immessa nell’atmosfera);

- sicurezza (niente gas metano o gpl); integrazione architettonica (l’impianto è invisibile); alta incentivazione (che cresce del 30% in abbinamento con il fotovoltaico e che offre ulteriori vantaggi con il Piano Casa);

- detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica, riduzione delle pratiche burocratiche.

Negli impianti domestici di medie dimensioni, l’investimento è recuperabile in 6/8 anni a fronte di minori consumi di energia elettrica e dell’azzeramento di spesa del combustibile fossile, dopodichè il risparmio annuo ammonta a circa 1500-2000 euro rispetto al sistema tradizionale.

Durante il convegno sarà presentato il Progetto VIGOR - Valutazione del potenziale geotermico nelle Regioni della Convergenza, un progetto che nasce da una intesa operativa tra il Ministero delle Sviluppo Economico – DG ENRE e il Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito del POI “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007/2013”, finalizzato alla individuazione e realizzazione di interventi per ampliare il potenziale sfruttabile di energia geotermica sul territorio delle Regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

In particolare, durante l’intervento di Domenico Montanari del Dipartimento Terra e Ambiente del CNR, si farà il punto sulla attività svolta dal Politecnico per la geotermia a bassa entalpia.

Verificare la possibilità di sviluppare l’energia geotermica in Puglia.

E’ l’incarico assunto dal Politecnico di Bari in virtù di una convenzione siglata con la Regione, che si conferma sempre più risoluta nell’obiettivo di consolidare la propria leadership, in Italia e in Europa, nel campo delle fonti di energia alternative.

Nei dettagli, è oggetto di studio l’introduzione della geotermia a bassa entalpia, ovvero basata sulla ricezione di temperature inferiori ai 50 gradi, ma sufficienti a riscaldare un’abitazione privata di inverno e a refrigerarla d’estate.


Impianti a energia geotermica
Geotermia in Italia e in Puglia

Una filosofia simile a quella che anima i progetti dell’Università dell’Idrogeno: rendere il cittadino il più autonomo possibile dal punto di vista del consumo energetico.

I dati finora elaborati dal Politecnico hanno permesso di individuare della aree nelle quali la temperatura raggiunge dei gradienti anomali, favorendo in questo modo lo sviluppo della geotermia.
Alcuni studi geologici specifici sul flusso di calore terrestre dimostrano che in Puglia tra i 130 e i 300 metri di profondità la temperatura oscilla, mediamente, tra i 14° e i 20°. A questi valori medi si affiancano però anomalie di temperatura delle acque sotterranee, che raggiungono e superano temperature di 25° in zone come la scarpata di faglia che separa il Gargano dal Tavoliere, da Lesina a Manfredonia, l’area pedemurgiana bradanica e l’area adriatica del Salento.


La geotermia in Puglia

In particolare, in sistemi acquiferi regionali come quello della Murgia in prossimità delle aree di prevalente alimentazione si riscontrano generalmente dei gradienti praticamente nulli o molto inferiori rispetto al gradiente geotermico, dove il calore nel sottosuolo viene completamente ridistribuito per effetto dall’infiltrazione delle acque meteoriche che, in virtù della loro più elevata capacità termica, tendono a mantenere la loro temperatura via via che scendono in profondità.
Al contrario, nelle zone di emergenza della falda, la risalita di acque più profonde e, dunque, più calde tende ad aumentare sensibilmente il gradiente di temperatura.

In alcuni casi, inoltre, le acque di falda in prossimità delle scaturigini vengono a mescolarsi con acque che risalgono da sistemi di circolazione idrica più profondi e, dunque, molto più calde, dando luogo a sorgenti termali, come avviene a Santa Cesarea Terme e a San Nazario.

La presenza di condizioni idrogeologiche favorevoli è però solo uno dei presupposti per lo sviluppo della geotermia.
I ricercatori del Politecnico avvertono infatti come sia fondamentale la costruzione di un organico iter autorizzativo.


Impianto geotermico per abitazione

Ad oggi la Regione Puglia non ha infatti una normativa precisa che identifichi il permesso di realizzare un impianto geotermico, con regole spesso del tutto diverse da provincia a provincia.
Una situazione confusa che va a coinvolgere una fattispecie già di per sé piuttosto ibrida e sui generis, dato che le competenze appaiono suddivise tra la gestione delle risorse idriche e quella delle risorse sotterranee sebbene, in concreto, un impianto geotermico non utilizzi acqua né estragga materiali dal suolo.
Il Politecnico sta quindi lavorando insieme a dei consulenti economici e legali per identificare un chiaro percorso autorizzativo da proporre alla Regione, sulla scia del lavoro già compiuto da altre regioni, come la Lombardia e il Trentino Alto Adige.

Un altro problema è poi costituito dall’attuale struttura delle tariffe elettriche, in vigore dal1 gennaio 2009, che penalizza in consumatori che superano i 2641 kWh di consumo annuale (in particolare oltre i 4000 kWh) e costringono i consumatori che adottano una pompa di calore per le loro abitazione a ricorrere al doppio contatore (ai sensi della Del. AEEG 348/07).

Per chiudere il cerchio, avvertono i ricercatori del Politecnico, sarà poi fondamentale svolgere un’opera di informazione che raggiunga in primo luogo gli installatori, che allo stato attuale hanno ancora una scarsa confidenza con gli impianti geotermici.


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